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Quale Tipo di Yoga Scegliere: i Consigli di un’Insegnante

quale tipo di yoga scegliere

Come fa un principiante a capire quale stile di yoga scegliere? Come trovare il corso giusto? Risponde a queste e altre domande l’insegnante Lucia Di Francesco.

Quale tipo di yoga scegliere? Ecco alcuni consigli

Quale tipo di yoga scegliere? È uno dei primi quesiti che ci si pone quando si vuole cominciare a praticare questa disciplina, anche perché gli stili sono tanti e differenti. Senza contare che di per sé i nomi di questi stili, da soli, non sono illuminanti per chi non è esperto in materia: vinyasa, power yoga, hatha yoga…


Per venirvi in aiuto, SportAdvisor ha deciso di interpellare Lucia Di Francesco (guarda la scheda su SportAdvisor), insegnante yoga di lunga esperienza che propone lezioni private o di gruppo nell’area di Sesto San Giovanni e Milano. Lucia (nella foto seguente mentre tiene un corso di yoga) ci ha dato qualche consiglio utile su come scegliere il tipo di yoga più adatto, come trovare l’insegnante giusto e, vista la situazione corrente, anche come praticare yoga nel modo giusto durante queste settimane di isolamento a causa del coronavirus.

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stili yoga insegnante

Stili yoga: intervista a un'insegnante

Da quanto tempo insegni yoga?
Insegno yoga da più di 15 anni.


Come può un principiante capire qual è lo stile più adatto per lui?
Un principiante che vuole iniziare a praticare yoga, a mio parere, deve chiedersi: quale motivazione mi spinge a cercare un corso di yoga? Salute, flessibilità, concentrazione, respirazione, consapevolezza? Deve conoscersi: sono un tipo attivo, sempre in movimento, o sono tendenzialmente pacato e amo la lentezza? Ci sono infatti tipi di yoga più dinamici e “ginnici” e stili di yoga più statici. Inoltre, per capire quale stile di yoga è il più adatto, è utile provare scuole diverse e fare un colloquio preliminare con l’insegnante, che potrà capire le sue esigenze e aspettative e consigliarlo.


Come si fa a scegliere l'insegnante di yoga o il corso giusto?
Per scegliere l’insegnante giusto è fondamentale sapere se ha un diploma come insegnante di yoga, se è socio di un’Associazione di Insegnanti Yoga. Questo fornisce la garanzia della qualità della formazione in base a standard nazionali ed europei e obbliga ad un aggiornamento continuo. Va verificata l’esperienza pluriennale nell’insegnamento e, non da ultimo, l’empatia che si crea durante la lezione di prova. È capace di ascoltarti, di “vederti”, di correggerti gentilmente nelle posizioni, di proporti delle varianti in base alle tue capacità o alle tue problematiche fisiche? Nella lezione di prova è poi importante comprendere se il corso è troppo affollato. Se ci sono più di 15 persone l’insegnante difficilmente può avere un occhio per tutti. È importante capire se la struttura e il ritmo della lezione corrispondono alle aspettative e come si pone l’insegnante.


Quali sono le doti essenziali di un insegnante yoga?
Queste, secondo me, le doti essenziali di un insegnante di yoga:

  • la serietà e la preparazione
  • l’ascolto e il sostegno
  • la sensibilità e la disponibilità
  • mi sento di dire anche l’umiltà


Come descriveresti il tuo approccio all'insegnamento dello yoga?
Il mio approccio all’insegnamento dell’Hatha Yoga è influenzato dai miei studi: la biologia e il counseling. È un approccio, che definirei, in parte, scientifico, improntato sul metodo, per arrivare a costruire risultati verificabili nel tempo, e dall’altra parte, empatico, basato sull’ascolto, sulla centralità della persona, sul prendermi cura degli altri attraverso la relazione, che mi consente di concretizzare i risultati di cambiamento nell’individuo.


Hai qualche consiglio pratico per chi vuole continuare a praticare yoga a casa anche in questi giorni di isolamento per il coronavirus?
Chi vuole continuare a praticare yoga a casa in questi tempi, a mio parere, deve ricordarsi di preparare il corpo prima di iniziare con le posizioni yoga, le asana. Ogni posizione va preparata e compensata, quindi io sceglierei video da seguire su Youtube che siano completi di riscaldamento e compensazione. Suggerirei di non cimentarsi in posizioni troppo difficili (è meglio approcciarle con l’insegnante a lezione). Si può decidere di praticare anche solo una posizione e stare nella posizione, senza “fare”, in ascolto del respiro e delle sensazioni, ancorandosi così nel presente, creando le condizioni per uno stato di centratura e di quiete interiore.


Da insegnante, come conti di far ripartire al meglio la tua attività una volta che questa situazione - si spera - si sarà normalizzata?
Una volta finito questo momento la ripresa dell’attività dipenderà da come si è riusciti a mantenere i rapporti con gli allievi. Se sappiamo il motivo per cui si sono iscritti al nostro corso, sapremo formulare la proposta più adatta, in questo periodo, utilizzando lo strumento di comunicazione che ognuno di loro predilige: lezioni online, oppure video registrati, oppure audio con rilassamenti o meditazioni.

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Stili yoga: le differenze

Dopo aver letto quest'articolo hai ancora dei dubbi su quale sia il tipo di yoga più adatto per te? Di seguito, per chiarirti le idee, Lucia di Francesco ti spiega le differenze fra i principali stili yoga.

RAJA YOGA

Il Raja Yoga, lo "Yoga Regale" o "Yoga classico" negli Yoga Sutra di Patanjali, è uno yoga statico, meno fisico dell’Hatha Yoga. Si incentra particolarmente sulla ricerca di uno stato meditativo. Se si pratica il Raja Yoga si approfondisce anche la filosofia che ne è alla base.

HATHA YOGA (classico)

Hatha Yoga, lo "Yoga dello sforzo" o "dell'unione delle polarità contrapposte" è uno yoga statico, che si avvicina di più alla tradizione indiana.
Propone una pratica incentrata sul corpo, che lo libera dalle tensioni. È influenzato dal tantrismo che vede nel corpo fisico coesistere un corpo "sottile" sul quale l'Hatha Yoga opera. Questo corpo "sottile" è fatto da innumerevoli canali energetici nei quali scorre l'energia vitale. Il raggiungimento dello stato di "unione" è visto come il simbolico risveglio dell'energia sopita - Kundalini -, rappresentata come un serpente addormentato alla base della colonna vertebrale. Uno yoga quasi di base con posizioni semplici e altre più complesse, eseguite con lentezza, armonizzando il respiro, a cui si uniscono tecniche di respirazione (pranayama), rilassamento e meditazione. L’Hatha Yoga è lo yoga con cui si inizia. Aumenta la vitalità, la concentrazione, l’equilibrio, il controllo del respiro.

ASHTANGA YOGA

Fa sempre parte dell’Hatha Yoga classico. È uno yoga dinamico e atletico. Consiste in sequenze di posizioni, serie di saluti al sole, che poi passano ad asana in posizione eretta, con la pratica di pranayama e matra. I ritmi cardio sono molto alti, non c’è riposo tra una posizione e l’altra. Le posizioni sono sempre le stesse e si ripetono senza pausa. L’Ashtanga Yoga è conosciuto per aiutare a perdere peso.

VINYASA YOGA

È un Hatha Yoga moderno dove le asana vengono eseguite transitando in modo fluido e dinamico da una posizione all’altra, sincronizzando il respiro, come si farebbe in una coreografia. La focalizzazione è sulla stimolazione del corpo e il respiro è meno importante. Il ritmo è sostenuto. I movimenti continui e dinamici contribuiscono ad un lavoro cardiovascolare.

POWER YOGA

Nato dall’Ashtanga, il Power Yoga è la tipologia di yoga più veloce e aerobica in assoluto dove il focus è sulla forza  e lo sviluppo di energia. È uno yoga post moderno e anch’esso si fonda sul fluire, sia muscolare che respiratorio, da una posizione all’altra.

IYENGER  YOGA

È Hatha Yoga classico rivisitato dal maestro contemporaneo B.K.S. IYENGAR da cui prende il nome. IYENGAR è  il primo maestro che ha diffuso in Occidente questo stile di hatha yoga statico, la cui particolarità consiste nell’eseguire e mantenere le posizioni classiche, curando con precisione l’allineamento e utilizzando attrezzi come coperte, cinture, cuscini, sedie, mattoni che rendono più accessibili le posizioni, incrementando  flessibilità e forza.

YIN YOGA

È uno yoga statico. La sua invenzione è attribuita a Paulie Zink, insegnante di Taoismo e campione di arti marziali, che negli anni settanta decise di creare una nuova attività combinando principalmente gli asana dell’Hatha Yoga ed il Taoismo. Si tratta di una disciplina molto lenta che segue il ritmo del corpo e prevede di mantenere in modo rilassato e lungo, posizioni statiche con respiri profondi. Questo approccio è rappresentativo delle attitudini del femminile: lo YIN: l’ accoglienza , la dolcezza, il lasciar andare anche nelle posizioni. Lo Yin Yoga, infatti, nasce proprio per definire una pratica più dolce, che si distingua dagli stili di yoga più moderni.

KUNDALINI YOGA

È uno yoga statico. Come l’Hatha Yoga ha una derivazione tantrica improntata ad una concezione simbolica ed esoterica del mondo e dell'essere umano. Prevede di realizzare un risveglio dell'energia vitale che porti l'individuo a una completa trasformazione fisica e psichica, all'unione con l'Assoluto indifferenziato. Lavora con posizioni, pranayama e mantra sulla liberazione dell’energia. L’intenzione è riuscire a farla risalire attraverso i 7 chakra. La respirazione è più veloce che nello yoga classico ed è fondamentale per aiutare l’energia a circolare. È anche un metodo spirituale.

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Pubblicato il 01/02/2022